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    30/03/2007

    lascia stare..

    Lascia stare (Biagio Antonacci)

    Lascia stare il mio parere
    tanto c'è sempre qualcosa che viene a farmi male
    piuttosto sciogli quei bei capelli
    e lascia al vento il tuo tempo passato
    …e non ti giustificare

    Guarda le cose che ti dico non si amano
    se devi amare, devi amare me …


    Qui non si diventa, non si inventa
    Qui la parola chiave è casualità…

    Ci morirei...ci morirei
    su quel tuo corpo bianco e bello morirei
    E tu lo sai...dio se lo sai
    per questo spingi forte tanto da sfondare

    E il mio cuore è elastico
    e quando spingi troppo in fondo
    restituisce con più forza e butta via
    Questo so di te
    Questo e forse mai di più....

    Pochi anni
    Che pochi sanno
    La tua vita sfrattata a momenti
    Ti era anche piaciuta
    Stai pensando... elaborando …
    E accompagni il dovere più grande che hai
    A passi lunghi e stanchi

    Guarda le cose che ti dico non si amano
    Se devi amare, devi amare me


    Ci morirei...ci morirei
    hai dentro al cuore sempre mille bolle blu …
    Che volano
    Che si posano
    Su teste e fiori quando scoppiano sei tu

    Col carattere che hai
    Un pò ti spingi...un pò ti spegni
    Quindi a fatica ti si raggiunge dove sei
    Questo so di te
    Questo e forse mai di più.

    Ci morirei

    Lascia stare.. Lascia stare..
    Lascia stare.. Lascia stare..

     

    ho voluto mettere queste precise parole,

    sperando che arrivino a chi mi sa ascoltare..

     

    23/03/2007

    non bisogna sempre capire.. sempre.. sempre..

    Un po', invidio tutti quelli che vivono senza capire, o senza sforzarsi di farlo.. perchè sicuramente si hanno meno problemi, pratici per lo meno. E mi rivedo dannarmi per capire le cose, o farle capire sforzandomi come una formica che tenta di sposare un mattone, invece di appoggiarmi e riposare, anzi costruire con un altro mattone un piccolo muretto sopra il quale salire per poter vedere meglio tutto, visto quanto son piccolo. Invidio, ma non voglio essere cosi,"perchè basta anche un niente per esser felici, basta per vivere come le cose che dici"... per lo meno è quello che dice Roberto, ed è vero, ma non facile. Vivo, questa è l'unica certezza che mi è concessa, e a voi non concedo di sapere come, se non con qualche spot qua e la.. frasi, riferimenti, parole, colori, immagini che durano quell'attimo in cui sono scritte ma che poi si dimenticano o vengono dimenticate da chi legge, ma non da chi scrive.. più continuo a riflettere sul capire e meno ci capisco, ma poi a cosa serve mi dico? io un po' mi son capito e questo per ora mi basta, e voi mi avete capito almeno un pochino? spero proprio di no.. altrimenti non avrebbe senso il mio continuo spiegarmi..
    22/03/2007

    mamma e papà..

    Hai mai...
     
    Hai mai pensato che anch'io avrei preferito avevi accanto entrambi, insieme,
    come dovrebbe essere normalmente?
    perchè quando andavo a scuola e vedevo gli altri,
    ci stavo male, ma allora eravate troppo presi da mille cose giuste o no,
    per accorgervi del mio male..
    negli anni è riamasto dentro, come una sveglia carica chiusa in un cassetto,
    con la suoneria puntata, pronta un giorno a suonare.. drin.. drin.. drin..
    oggi sento quel campanello urlare dentro me.. non mi fa più male..
    oggi ho capito tante cose..
    che non è facile essere un buon padre..
    che i figli sono sempre diversi da come li vorresti..
    che vorresti dar loro 100 e a malapena arrivi a 50..
    che un giorno ti dannerai per il male che ti sei fatto..
    che invecchiando migliori, ma potevi pensarci prima, tanto te l'avevano detto..
    solo una non mi è ancora chiara:
    perchè nessuno di voi due mi ha mai detto "bimbo mio ti voglio bene?"...
    17/03/2007

    ti spero felice..

    Amare cercando di non ferire..
    Quel giorno caddero le foglie del mio dolore e mi ripetei che non doveva più accadere,
    scese la pioggia del mio dolore e sentii male al cuore, un male molto forte,
    di quelli che pensi " ora non smette più.. cosa devo fare per far tacere questo dolore?"..
    calma.. pensa a quegli occhi che saranno di nuovo felici
    e dimmi se per un attimo non fa meno male?
    chiudi i tuoi occhi e ferma le tue lacrime, tanto prima o poi dovrai capirlo, no,
    che dopo la pioggia c'è sempre il sole,
    che dopo l'autunno arriva la primavera
    e che dopo il dolore arriva la gioia..
    io l'ho capito e tu? spero proprio di si..
    grazie alla vita che mi fa vivere..
    15/03/2007

    Anch'io credo...

    Oggi ho avuto una discussione con un mio amico,
    lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente.
    Beh, non è vero, anch’io credo:

    Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia.
    Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo........... (Rebel Rebel - David Bowie)
    Ivan Benassi, per gli amici Freccia.....
    14/03/2007

    posso pensare a voce alta ?

    Ho come l'impressione che qualcuno non mi abbia ancora capito, compreso, che non sia entrato ancora nella mia testolina bene bene.. e cio che mi spaventa è il fatto che più volte ci ha provato... parlo in generale ovviamente senza nessun riferimento.. le sensazioni sono come il profumo dei fiori.. le senti ma non puoi ne toccarle ne vederle... però ti danno vita, ti fanno sentire vero.. e io sono cosi vero come mi vedete, o meglio mi sentite.. quasi come sul palco.. i giorni spesi a cercarmi sono finiti, mi son rotrovato  e malgrado qualche inciampo qua e la, sto in piedi ancora, nonostante le botte e i colpi di vento.. aspetto sempre di rivedere il mare come in quelle sere in Toscana e penso a Montreal... chissà com'è il Canada.. volevo andarci un giorno e invece è partito solo il mio cuore... poi a pezzetti, poco a poco è tornato, ma non del tutto, non tutto, qualcosa ho perso... anzi ho guadagnato.. i ricordi come le stagioni ritornano, anche se non sono i medesimi come non sono medesime le stagioni, ma comunque ti danno le stesse sensazioni, come l'aria profumata della primavera.. o il calore dell'estate.. o il freddo dentro le ossa dell'inverno.. senza dimenticare le foglie bagnate e colorate dell'autunno.. la vita come un album di foto.. sarebbe bello poterlo vedere con qualcuno quell'album e magari fare due risate rivedendo qulche foto in particolare.. lascio.. passo al mondo vero e.. ti voglio bene.. ovunque tu sia... in bocca al lupo..
    10/03/2007

    il piccolo principe..

    In quel momento apparve la volpe.
    "Buon giorno", disse la volpe.
    "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
    "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
    "Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
    "Sono una volpe", disse la volpe.
    "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
    "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
    "Ah! scusa", fece il piccolo principe.
    Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
    "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
    "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
    "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
    "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
    "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
    "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
    "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
    "Creare dei legami?"
    "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
    "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
    "E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
    "Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
    La volpe sembro' perplessa:
    "Su un altro pianeta?"
    "Si".

     "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
    "No".
    "Questo mi interessa. E delle galline?"
    "No".
    "Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
    "La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
    La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
    "Per favore... addomesticami", disse.
    "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
    "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
    "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
    "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
    Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
    "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
    "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
    "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
    "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
    Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
    E quando l'ora della partenza fu vicina:
    "Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
    "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
    "E' vero", disse la volpe.
    "Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
    "E' certo", disse la volpe.
    "Ma allora che ci guadagni?"

     "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
    Poi soggiunse:
    "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
    Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
    "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
    E le rose erano a disagio.
    "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
    E ritorno' dalla volpe.
    "Addio", disse.

     "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
    "L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
    "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
    "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
    "Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
    "Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.

     

    09/03/2007

    Ti stavo cercando... mi hai ritrovato tu..

    Se tornerai lo farai con il mio cuore in mano
    se tornerai lo farai senza mai chieder scusa
    tu sei così, sei come il sole, e come il sole vieni e vai
    tornerai... tornerai...

    Se tornerai non ti chiederò dove sei stata
    né, né con chi non starò lì ad annusare il tuo profumo diverso
    e non guarderò nelle tue tasche...
    via, metto via l'orgoglio e la mia solita poesia
    metto via tutto quello che non è servito a tenerti ancora qui con me.

    Se tornerai sarà come non averti amata mai
    come fai a non sentire il vuoto di quest'anima
    come fai a non dare un giorno al tuo ritorno tu, tu come

    Se tornerai quest'anima ti aspetta già da un po' "e lo sai"
    lascio sempre la mia chiave fuori
    così se tu arrivassi anche di notte entrerai, entrerai
    la chiave ce l'hai ancora quindi ti aspetterò
    nel mezzo di un bel sogno o quando
    mi sveglierò col cuore sopra il tuo.

    Ma come fai a non chiamare nè a rispondere cos'è?
    che ti dà il potere di non farmi respirare cos'è?
    che comanda il senso di queste parole
    che voglio dire
     
    Se tornerai sarà come non averti amata mai
    come fai a non sentire il vuoto di quest'anima
    come a non dare un giorno al tuo ritorno... tu
    col mio destino che ti chiama
    a voce bassa, ma ti chiama...
    Il tuo silenzio è come un taglio
    che non si chiude, dove sei?